Introduzione
Quando viene diagnosticata un’ernia inguinale bilaterale, cioè presente sia a destra sia a sinistra, una delle prime domande del paziente è:
“Devo operare entrambe le ernie nello stesso intervento?”
La risposta è:
dipende.
Non tutte le ernie inguinali bilaterali devono necessariamente essere riparate contemporaneamente.
La decisione dipende da diversi fattori:
- presenza di dolore o fastidio;
- limitazione nelle attività quotidiane o sportive;
- caratteristiche dell’ernia;
- età e condizioni generali del paziente;
- tecnica chirurgica più adatta.
La chirurgia moderna dell’ernia inguinale non si basa sul principio di “riparare tutto ciò che viene visto”, ma di trattare ciò che può realmente migliorare la qualità di vita del paziente.
Ernia inguinale bilaterale: cosa significa?
L’ernia inguinale è la fuoriuscita di tessuto attraverso un punto di debolezza della parete addominale nella regione dell’inguine.
Quando l’ernia è presente:
- nell’inguine destro;
- nell’inguine sinistro;
si parla di ernia inguinale bilaterale.
Le due ernie, però, possono essere molto diverse tra loro:
- una può essere grande e dolorosa;
- una può essere molto piccola;
- una può dare problemi durante lo sport;
- una può non dare alcun sintomo.
Per questo motivo la diagnosi di bilateralità non significa automaticamente che entrambe debbano essere operate.
Quando è consigliato operare entrambe le ernie inguinali?
Quando entrambe sono sintomatiche
Se il paziente presenta:
- dolore inguinale;
- senso di peso;
- rigonfiamento evidente;
- fastidio durante sport o lavoro;
la riparazione bilaterale nello stesso intervento può essere una scelta vantaggiosa.
I principali vantaggi sono:
✅ una sola anestesia;
✅ un unico periodo di recupero;
✅ evitare un secondo intervento in futuro.
Quando può essere sufficiente operare una sola ernia?
Può succedere che il paziente abbia:
- un’ernia sintomatica da un lato;
- una piccola ernia asintomatica dall’altro.
In questo caso non è sempre necessario correggere automaticamente entrambe.
La decisione deve essere personalizzata considerando:
- sintomi;
- dimensioni dell’ernia;
- attività del paziente;
- aspettativa di vita;
- preferenze personali.
📌 Non esiste la chirurgia preventiva dell’ernia inguinale
Un concetto importante da chiarire è che:
non si opera un’ernia soltanto perché potrebbe peggiorare in futuro.
L’intervento viene indicato quando esiste una reale utilità per il paziente.
Una piccola alterazione anatomica senza sintomi, soprattutto se evidenziata solo da un esame diagnostico, non rappresenta automaticamente un’indicazione chirurgica.
L’ernia vista solo all’ecografia deve essere operata?
L’ecografia dinamica dell’inguine è un esame molto utile quando la diagnosi non è chiara.
Tuttavia deve essere interpretata correttamente.
Può infatti evidenziare:
- piccoli cedimenti della parete;
- minime protrusioni;
- alterazioni che non provocano sintomi.
📌 Non si opera un referto ecografico
La decisione chirurgica nasce dall’incontro tra sintomi, visita specialistica ed esami.
Un’ernia presente solo all’ecografia, senza dolore e senza segni clinici, spesso richiede prima una valutazione specialistica e non necessariamente un intervento.
Quali tecniche si utilizzano per l’ernia inguinale bilaterale?
Quando è indicata la riparazione di entrambe le ernie, esistono diverse possibilità.
La scelta dipende dal paziente.
TEP (Totally Extraperitoneal)
La TEP è una tecnica laparoscopica che permette di posizionare la rete nello spazio preperitoneale senza entrare nella cavità addominale.
È particolarmente indicata quando:
- la bilateralità è già conosciuta;
- entrambe le ernie devono essere trattate.

TAPP (TransAbdominal PrePeritoneal)
La TAPP è una tecnica laparoscopica che consente di visualizzare entrambe le regioni inguinali.
Può essere particolarmente utile quando:
- esiste un dubbio sulla bilateralità;
- si vuole valutare anche il lato opposto.

Wantz
La plastica secondo Wantz è una riparazione open con posizionamento della rete nello spazio preperitoneale.
Può essere una valida alternativa soprattutto in pazienti selezionati, ad esempio:
- molto magri;
- nei quali si desidera evitare l’anestesia generale;
- con possibilità di anestesia spinale.

E se l’ernia è solo da un lato?
Quando soltanto un’ernia provoca sintomi, spesso viene trattato solo quel lato.
Una delle tecniche più utilizzate è:
Lichtenstein
È una riparazione anteriore con rete, molto diffusa e con risultati consolidati.
La scelta della tecnica dipende comunque dalle caratteristiche del paziente.
Ernia bilaterale e futura chirurgia della prostata
Le tecniche posteriori:
- TEP;
- TAPP;
- Wantz;
posizionano la rete nello spazio preperitoneale.
Questo spazio viene utilizzato anche dagli urologi in alcuni interventi sulla prostata.
Una futura chirurgia prostatica rimane possibile, ma la presenza della rete può rendere più complessa la dissezione.
Per questo motivo la scelta della tecnica dovrebbe considerare anche eventuali necessità future del paziente.
Qual è quindi la scelta migliore?
Non esiste una tecnica migliore in assoluto.
La scelta dipende da:
- tipo di ernia;
- presenza di sintomi;
- bilateralità;
- anatomia;
- corporatura;
- attività del paziente;
- esperienza del chirurgo.
La domanda corretta non è:
“Qual è la tecnica migliore?”
ma:
“Qual è la tecnica più adatta alla mia situazione?”
Domande frequenti sull’ernia inguinale bilaterale
Se ho un’ernia inguinale bilaterale devo operarmi subito?
No. La decisione dipende dalla presenza di sintomi e dalla valutazione specialistica.
Se l’ecografia vede un’ernia devo essere operato?
Non necessariamente. L’ecografia deve essere interpretata insieme alla visita.
Posso avere un’ernia dall’altro lato senza saperlo?
Sì. Si parla di ernia controlaterale occulta.
La TAPP è migliore della TEP?
Non esiste una tecnica migliore per tutti. Sono procedure diverse con indicazioni differenti.
La Wantz è una tecnica superata?
No. In pazienti selezionati può rappresentare una valida alternativa.
Conclusione
L’ernia inguinale bilaterale richiede una valutazione personalizzata.
Avere due ernie non significa automaticamente dover affrontare due interventi o riparare sempre entrambi i lati.
La chirurgia moderna permette diverse strategie:
- osservazione nei casi selezionati;
- riparazione monolaterale;
- riparazione bilaterale con tecnica open o mini-invasiva.
L’obiettivo è sempre lo stesso:
ottenere il miglior risultato possibile per quel paziente, rispettando anche il suo futuro.

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